L' Identità

Ci tengo a precisare che quelle che seguono non sono mie parole, ma è una sorta di “racconto magico” che fonde me e il mio lavoro e che mi racconta;
Sapientemente scritto da Stefano Francoli di Ricomunica, che ringrazio sinceramente.!
La visione aziendale ruota tutta intorno al benessere, al godimento e all'espressione di sé: aspetti che sono riconducibili alla forza dell'Eros e che, come tali, vengono trasmessi nel profilo identitario della sartoria.
Si tratta tuttavia di un Eros maturo e consapevole, che sublima la sessualità esplicita con le forme della bellezza degli abiti, del potere creativo, della capacità di lettura delle emozioni e del corpo dei clienti, della abilità nell'uso degli strumenti del lavoro nei quali è sedimentato l'amore per il lavoro stesso.

Tuttavia non c'è alcuna rinuncia a raccontare la carica sensuale del corpo; la quale, unita alla
consapevolezza delle emozioni e della propria esperienza di vita, ha la possibilità di trasformarsi in amore per sé stessi, per il proprio lavoro, per le passioni e i desideri che riempiono la vita personale e che consentono all'individuo di porsi in relazione affettiva con le persone e gli ambienti che lo circondano.

Ylenia Ronchi, con la propria attività di sarta, racconta un'esperienza personale di conquista: come cioè è arrivata ad acquisire una consapevolezza che, tuttora, la vede protagonista di un percorso di crescita interiore e che, al tempo stesso, le consente di condividere i doni che ha ricevuto lungo lo sviluppo di questo percorso.

La maturazione della consapevolezza è, in fondo, l'essenza della realizzazione del capo sartoriale.
Esso si costituisce come viaggio di scoperta capace di far emergere, attraverso i contorni del corpo, quelli dell'emotività, delle convinzioni, dei lati spirituali e materiali che la persona desidera mostrare e raccontare alla società. L'abito è un confine, un catalizzatore e traduttore della personalità del cliente, ma anche una connessione fra quest'ultima e gli ambienti in cui il cliente è quotidianamente chiamato a muoversi.

L'abito, inoltre, è l'espressione autentica dell'amore che la persona impara a dedicare a sé stessa.
Il viaggio, e l'esperienza che ad esso è associata, si svolge nel mondo straordinario della sartoria: regno e luogo magico in cui accadono due possibilità: in primo luogo quella di immaginarsi o re-immaginarsi rispetto alla quotidiana percezione di se stessi ricavata dalla maschera sociale che l'ambiente tende ad attribuirci; e successivamente l'esplorazione vera e propria, ricca dei consigli di un mentore temporaneo – la sarta, appunto – il quale possiede padronanza di attrezzi speciali, conosce i segreti dei materiali e dei colori e ha esperienza dei rapporti che le persone intrattengono con l'abito che hanno commissionato e immaginato come il proprio.

Ne risulta che l'opera sartoriale, magica e creativa, si risolve in un rito nuziale: quello che unisce il cliente alla sua nuova pelle, che rende sacro questo incontro, poiché trasmette e incorpora nel prodotto la relazione sarta-cliente, il sapere tecnico e la sensibilità umana con i quali il lavoro è stato eseguito.

Ecco dunque che il momento della consegna è un istante insieme di congedo e di inaugurazione: dalle mani creative e potenti dell'esperto, l'abito passa al destinatario finale e alla sua quotidianità; dal mondo magico e straordinario del laboratorio, l'abito scende in quello ordinario e quotidiano dove svolgerà la funzione per il quale è stato concepito.

L'esperienza dell'acquisto su misura non può che essere l'incarnazione più viva e autentica di questo racconto, dal momento che, in una società orientata all'uniformità dei processi produttivi e dunque
all'omologazione delle scelte, la pratica di costruire oggetti appositamente pensati si prende cura della
persona e la accompagna lungo un viaggio il cui esito, seppure nella brevità del rapporto professionale, dura tutta la vita.
Per Ylenia Ronchi, la scelta di condurre un'esistenza autentica si è risolta nell'accettare l'eredità donatale da sua madre Graziella. Attraverso il lascito del laboratorio, Graziella ha consacrato la vocazione, tutta femminile, che Ylenia nutre fin dall'infanzia: scoprire sé stessa ridisegnando con gli abiti i confini del proprio corpo e del proprio modo di vivere.